"Uva fenomenale, nonostante tutto".
Sembra il sospiro di sollievo dopo - è proprio il caso di dirlo - la tempesta, quello pronunciato ieri mattina dagli addetti ai lavori che alla Cantina di Vicobarone hanno accolto i primi 30 quintali di uve Pinot nero.
Con l’ingresso del primo carico, tutta uva raccolta a mano in cassetta, la vendemmia in Valtidone può dirsi ufficialmente aperta dopo eventi che sembrano avercela messa tutta per rovinare il raccolto. Siccità e caldo afoso, seguiti da vere e proprie tempeste che hanno provocato danni ingenti anche ai vigneti (e alla stessa Cantina il cui tetto è stato in parte scoperchiato) non sembrano però aver guastato la qualità dell’uva.
Almeno non di quella che è rimasta sui filari e che, anzi, dalle piogge della scorsa settimana ha tratto un inaspettato beneficio. Il risultato è, a detta degli esperti che per ieri mattina hanno ispezionato i primi quintali di uva conferita alla Cantina di Vicobarone, "Ottimo".
L’avvio della vendemmia è stata come sempre caratterizzata dalla raccolta di grappoli di Pinot nero base spumante, metodo classico. L’anomalia è l’anticipo. L’11 di agosto in effetti è davvero molto presto, almeno se si pensa alle vendemmie classiche, quelle cioè che partivano tra la fine di agosto e inizio settembre per poi proseguire fino a ottobre. "Le condizioni meteo particolari – dice l’enologo di Cantina di Vicobarone Saverio Callaci – hanno sicuramente provocato un largo anticipo nella raccolta delle uve precoci, come il Pinot nero, mentre per le altre e cioè Gutturnio, Malvasia, Ortrugo e Bonarda dovremmo essere, almeno per quel che riguarda i nostri soci, più o meno il linea".
I soci che fanno riferimento allo stabilimento di Vicobarone sono circa 200 e ieri le prime uve conferite sono arrivate dalla zona tra Trevozzo e Pianello.
"Abbiamo selezionato quelle non colpite dalla tempesta – dice l’enologo – la cui qualità è altissima. Le piogge della scorsa settimana – aggiunge – hanno dato un po’ di respiro e normalizzato la maturazione, riportando la pianta in equilibrio vegeto produttivo".
Se a rimetterci non sarà la qualità della vendemmia 2022, almeno per le uve che non sono state colpite dalla tempesta, lo stesso non può dirsi per la quantità.
"Fino a prima della tempesta - dice l’enologo di Cantina di Vicobarone – potevamo contare su di un buon quantitativo, ma gli eventi meteo avversi hanno portato via almeno un 15, 20 percento rispetto ad un’annata normale. Per il resto – aggiunge – se lo standard che vediamo nell’uva conferita questa mattina verrà confermato anche con i prossimi conferimenti, credo che si potrà parlare di una vendemmia qualitativamente superiore a quelle degli ultimi dieci anni".
Per l'articolo si ringrazia Mariangela Milani, Libertà.
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